Introduzione alla cucina casalinga giapponese

Iniziamo con una panoramica generale sulle caratteristiche delle pietanze nipponiche, prima di tutto, una precisazione: non aspettatevi ricette popolari come sushi, ramen, okonomiyaki ecc. perché sono molto complicate e in pratica nessun giapponese se le cucina, al massimo se le va a mangiare comodamente al ristorante.

Invece, mi occuperò del katei ryō­ri, cioè la cucina casalinga, detto questo, passiamo agli ingredienti che non vi devono assolutamente mancare.

Riso, ovviamente!
Il riso giapponese, rispetto a quello italiano ha i chicchi più piccoli e bianchissimi, inoltre ha la caratteristica di mantenersi compatto dopo la cottura per cui risulta molto semplice mangiarlo con le bacchette, anche se non è per niente colloso, voi usate qualsiasi riso che mantenga bene la cottura.

Salsa di soya
Ormai questa si vende anche nei normali supermercati italiani, io vi consiglio la marca Kikkoman (originale giapponese, e considerata la migliore anche in Giappone), ad ogni modo ricordate di usare la salsa di soia salata, non dolce!

Sake
Non so quante possibilità ci siano di trovare del sake da cucina giapponese in Italia, al massimo si trova qualche imitazione cinese, comunque, se lo trovate è meglio, però in sostituzione potete anche usare uno di quei vini bianchi italiani in busta, tipo Tavernello, insomma, un vino da cucina, per intenderci.

Mirin
È una versione ancora più leggera del sake, forse avrete un po’ di difficoltà a trovarlo, ma, chissà, in qualche negozio specializzato oppure evitate le ricette che lo contengono.

Questi sono i quattro ingredienti che i giapponesi usano quasi quotidianamente quando cucinano in casa, a dire il vero il mirin un po’ di meno, quindi prima di cominciare a cucinare, premunitevi di questi ingredienti.

Due parole anche a proposito dell’olio, questo è un ingrediente usato in quantità minime e soprattutto non è olio d’oliva, infatti come base per soffriggere e rosolare si usa il sarada abura, cioè olio da insalata.

La prima cosa che viene in mente a un Italiano quando sente olio da insalata, ovviamente è l’olio extravergine d’oliva, no? Invece, in Giappone l’olio da insalata ha la consistenza, il colore e il sapore di un comune olio di semi, i Giapponesi lo usano prima di tutto perché è economico, poi perché è leggero e, per dirla come loro, è herushi, cioè salutare.

Voi, se preferite, usate l’olio d’oliva per cucinare, anche se vi renderete conto che in Giappone l’olio viene usato quasi esclusivamente per ungere il pentolame, se avete delle pentole perfettamente antiaderenti, potete anche farne a meno.

Le quantità, in Giappone le quantità sono inferiori a quelle a cui siamo abituati in Italia, questo perché i Giapponesi mangiano molto meno di noi, però se preferite, aumentate le quantità, ma rispettate sempre le proporzioni, mi raccomando, l’unica cosa che viene consumata in abbondanza è il riso: circa 200g a persona.

Infine, una piccola osservazione che farà felice soprattutto il pubblico femminile: i piatti giapponesi, oltre che estremamente semplici da preparare, sono anche molto leggeri e poco calorici, quindi, consiglio le ricette giapponesi a chiunque stia cercando di dimagrire, perché sono saporitissime e non ti lasciano quel senso di tristezza e amarezza tipici della pasta scondita e altre torture.