I bento box, ovvero, l’arte della pausa pranzo

Non so voi, ma, io quando vedo i bento box giapponesi con tutti i cibi ordinatamente divisi in base al tipo e così riccamente decorati e colorati, mi viene subito voglia di sdraiarmi sul divano, piedi sul pouf, e guardare per ore i cartoni animati giapponesi divorando dorayaki.



Si, perché se è vero che si mangia prima con gli occhi e poi con la bocca, allora, questo detto è stato ideato apposta per il cibo giapponese e per quei piccoli capolavori di precisione e di perfezione che sono i bento box.

Bento box

Per i profani i bento altro non sono che dei cestini per il pranzo, l’equivalente giapponese dei lunch box occidentali. In comune con quelli occidentali però i bento hanno solo la funzione, perché per tutto il resto, sono un altro pianeta rispetto ai nostri tristi e minimali sacchi per il pranzo. La preparazione del bento è considerata quasi un’arte in Giappone e porta con se tutta una sua filosofia, come del resto quasi tutto il cibo giapponese.

Il bento è un vassoio contenitore con coperchio e può assumere diverse forme ed essere realizzato con diversi materiali. Al suo interno il bento box è suddiviso in vari scomparti per separare i diversi cibi e viene sempre confezionato in modo da risultare gradevole alla vista, cercando di combinare cibi e colori. Esistono numerosi manuali, anche antichissimi, che spiegano come sistemare i vari cibi e come impacchettare il bento nel migliore dei modi.

Esistono, inoltre, vari stili per la loro preparazione, ciascuno codificato nei minimi dettagli. Lo stile “Kyaraben” che significa “bento dei personaggi” riproduce con il cibo i personaggi più popolari degli anime e dei manga giapponesi. Lo stile “ Oekakiben”, ovvero, bento ritratto, riproduce persone animali, edifici, monumenti, piante e fiori. Ci sono poi i bento a tema, ad esempio quelli per i bambini per portarlo a scuola o quelli che le ragazze preparano ai loro innamorati come segno di affetto. Anche se nei negozi e nei supermercati è possibile trovare dei bento confezionati, per le mamme giapponesi è un segno di particolare affetto prepararlo ai figli e ai mariti. Un po’ come le nostre mamme quando ci preparano la merenda da portare a scuola.

In Giappone vengono anche organizzate delle gare di decorazione dei bento. Tutta questa attenzione ai particolari e all’estetica, però, non deve far pensare che i bento siano poco pratici, anzi, proprio perché vanno mangiati fuori casa, sono studiati per essere il più comodi possibili. Da qui la suddivisione del cibo in monoporzioni.

Esistono vari tipi di bento, da quelli usa e getta a quelli in legno o metallo. Alcuni modelli decorati e stampati sono delle vere e proprie opere d’arte. Solitamente all’interno del bento c’è uno scompartimento per il riso, uno per le verdure, uno per i diversi tipi di carne o pesce e ancora uno per l’onigiri, il tofu ecc. In base al tipo di cibo giapponese presente al loro interno, i bento assumono nomi diversi. C’è ad esempio il “Makunochi bento” che è tra i più classici e comprende riso, ume sott’aceto, una fetta di salmone alla griglia e un uovo in camicia. Il “Shidashi bento”, invece, viene mangiato alle feste e ai funerali. L’ “Hokaben” è il bento d’asporto, venduto nei negozi. Ci sono, poi i bento più semplici come il bento d’alghe composto solo da riso bollito avvolto nelle alghe nori e il “Sake bento” o bento al salmone che prevede riso e salmone alla griglia. Esistono anche tutta una serie di simpatici e divertenti accessori per decorare e ritagliare il cibo come le “picks”, le forchettine per prendere il cibo, le formine per le uova e per il riso, ecc.

Allora, vi è venuta voglia di organizzare un allegro e rilassante pic-nic al parco in pieno Japan Style  con i vostri bellissimi bento box?

Articolo a cura di:
Rita Maria Esposito
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